Inserito da: Marco | Maggio 29, 2008

Un sedicenne ha risolto il problema della plastica

Il tema dei rifiuti è come una scure che ogni giorno ci copisce e che ci sommerge.

Napoli è l’emblema del modo in cui si può peggiorare la vita delle persone. Ottusità ed incapacità hanno reso una bella città, l’emblema della stupidità tipicamente italiana.

Si dice che i rifiuti sono una risorsa e dall’ultimo post di Beppe Grillo si legge che esportiamo in Germania le “ecoballe – che tanto eco non sono”, loro le trattano e le differenziano in materie prime secondarie, per poi rivendercele. No comment.

Si parla di inceneritori, termovalorizzatori e centrali nucleari, un bel salto in dietro. Poco tempo fa qualcuno riparlava della “meraviglia del carbone” … mi ricorda la Cortellesi a Parla con me, nella sua pubblicità progresso di “Riparliamone”.

Su Appunti Digitali, si parla di un processo, messo a punto da un ragazzo di sedici anni di Waterloo, Daniel Burd, “… in grado di digerire della plastica in soli tre mesi, contro il millennio che invece ci impiegherebbe normalmente, accelerando il processo naturale di decomposizione di quasi 4000 volte.

Son rimasto scioccato ! Una cosa davvero innovativa con la I maiuscola!

Per informazioni più approfondite potete andare qui e qui.

In mezzo a tanti che si sforzano per restare indietro, un ragazzo, dalla città stereotipata della sconfitta ( e non come diceva qualche dirigente Telecom tempo fa ) ha sviluppato una grandiosa idea, che può rivoluzionare la storia dell’uomo.

Una meravigliosa innovazione ed una grande mente scientifica.


Risposte

  1. Speriamo che qualcuno dall’ alto lo ascolti sto ragazzetto allora! Prima che Napoli (ma anche Roma non se la passa meglio) vengano invase della spazzatura!

  2. Ad oggi esistono tantissime alternative allo spreco e la “monnezza” per tantissime regioni è divenuta una ricchezza. E questa scoperta è davvero sensazionale, ma purtroppo credo che qua in italia arriverà tra mooooolto tempo.
    ad esempio, la Fiat già dagli anni ‘60 ha pronta la macchina ad emissioni zero (Grillo in un suo spettacolo ci fa addirittura l’aerosol dal tubo di scappamento) e son convinto che a Napoli il problema non sia strutturale ma deliziosamente politico.
    Per come vanno le cose in Italia, potremmo anche scoprire la fusione fredda, per poi scoprire che non verrà applicata. e ricomprarla 20 anni dopo da qualche paese straniero, sentendoci dire che così era più conveniente per tutti.


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